Ieri, è successo ancora.
E' accaduto che la sera precedente ho parlato con una stella del cielo della selva di fasano.
Ho parlato con lei, chiedendole di te.
Ieri, al solito posto, di quattro anni fa, ti ho rivisto.
Bello più che mai. Ho impugnato il coraggio, afferrato il telefono e ti ho scritto: <<>
Giustamente hai subito risposto: <<>>. Dopo due minuti eri accanto alla mia macchina sotto il cielo torrido di fine agosto.
Non eri agitato, come non lo ero io.
Sorpresi neppure.
Io mi aspettavo di vederti. Tu forse, eri solo un pò confuso. Avevi uno sguardo confuso.
Abbiamo parlato tanto. Io contentenevo a tratti l'emozione di rivederti ancora, nel medesimo posto dove fiorì il mio amore per te.
Devo ancora capire cos'è realmente successo. Un cockteil espolisivo fatto di nostalgia, ricordi, silenzi, ricordi, rabbia, amore, tristezza e voglia di fare l'amore con te.
Avrei voluto baciarti. Sentire il tuo pene in bocca. Sentirti dentro e attacato a me.
Ma ora sono diventato grande. Il mio amore è folle per te, ma nel contempo maturo.
Sarei stato per sempre, ieri come da sempre, con te.
Cercavi sesso o forse l'amore dove si gioca la partita, dove si accetta la sfida per la vittoria o la rassegnazione per la sconfitta.
Non so se la nostra partita è ancora aperta e dove la palla da gioco sia posizionata: una cosa è certa: Io vivo per te, ancora.